Benvenuta

Matricola.

È strana, come parola, quasi quanto la sensazione che si porta dietro, con quel suono così duro in mezzo, quando, in realtà, tutto quello che sento è la morbida leggerezza degli inizi.

Uscendo dal ‘benvenuto alle matricole’ mi sento un ibrido, né carne né pesce, molto più piccola di quanto pensavo di essere mentre mi preparavo per la maturità, e mi sentivo capace di rifare il mondo daccapo. Ma non ho paura. Ora ho solo voglia di passeggiare sotto ai portici, di conoscere questa città come una persona con la quale si debba prendere poco a poco confidenza.

Fame e curiosità si alleano e guidano i miei passi verso un bar a Piazza Verdi, dove scopro il menù per studenti a quattro euro. Regà, altro che all you can eat.

Mangio con una ragazza con i capelli dal colore dei frutti di bosco e una ragazza con la pelle dello stesso colore del cioccolato fondente, di quella sfumatura che prende quando sotto c’è una nocciola, e lo strato diventa sottile.

Di pomeriggio mi unisco ad un gruppo di ragazzi che si dirigono ai giardini Margherita. Studiano tutti storia: siamo «mezzi colleghi», come dice uno di loro quando dico che studio filosofia. Un altro intavola con me una discussione su società e stato: nasce prima l’una o l’altro?

Mentre rido alle loro imitazioni di un professore, seduta sull’erba umida, penso che le cose andranno bene qui. Forse ho trovato davvero un mio posto felice, dove poter vivere tra il divertimento di cercare riferimenti a questo o a quel filosofo nei libri che leggo e la consapevolezza che una parte di me sta irrimediabilmente andando via, e che non è necessariamente un male.

Sto vivendo molte più emozioni di quelle traducibili in parole. Amando scrivere, forse questo dovrebbe frustrarmi. La verità è che ho capito che alcune emozioni vanno lasciate dove sono, senza inquinarle con la nostra assurda pretesa di poterle spiegare.

una cassa dritta nell’anima

 

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2 risposte a "Benvenuta"

  1. come direbbe Alessandro Borghese:”mi piasce”!
    sei incantevole, riesci a suscitare il mio interesse pagina dopo pagina.
    non ti conosco, non so qual’è il tuo piatto preferito o qual’è stata la tua prima parola
    ma è come se ti conoscessi
    riesco ad immaginarti
    a disegnarti in base a ciò che scrivi, a come scrivi.
    ti vedo dietro questo display proprio ora,tranquilla non sono una stalker, mi definirei più una curiosa sognatrice-immagina-società.
    mi piace pensarti sorseggiando una tazza di caffè, o chi lo sa,forse precisamente adesso starai sorreggendo un bicchiere di whiskey.
    qualunque fosse stata la tua prima parola, qualunque piatto ti sorprenda, spero tanto che un giorno riuscirai a diventare ciò che vuoi essere, che incontrerai persone di cuore e che la tua vita ti meravigli giorno dopo giorno.
    continua così, sei brava in ciò che fai!

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